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06 giugno 2008
Gli intermediari online negli USA continuano a perdere terreno nei confronti degli Hotel
La società di ricerca ComScore ha recentemente realizzato un’analisi approfondita sull’industria turistica online; è stato dimostrato che le vendite dirette attraverso i siti web ufficiali degli hotel si sono attestate al 72% delle vendite nel primo quadrimestre 2008 con una crescita del 3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno
Le vendite degli hotel attraverso gli intermediari online (es Expedia e Orbitz) è scesa al 28%, 3 punti percentuali in meno rispetto allo scorso anno.
Di seguito sono riportati i risultati ottenuti dalle catene alberghiere mettendo a confronto il primo quadrimestre 2007 con il primo del 2008.
Web sites / Q1 2007 / Q1 2008 / Variazione
Supplier Sites 69.2% / 72.4% / 3.2
Best Western 2.5% / 3.8% / 1.2
Choice Hotels 6.2% / 6.7% / 0.6
Hilton 19.3% / 18.8% / -0.5
Hyatt 2.6% / 2.4% / -0.2
Intercontinental Hotels Group 12.0% / 12.4% / 0.4
Marriott 16.8% / 18.1% / 1.3
Radisson 0.5% / 0.4% / 0.0
Starwood 5.7% / 5.6% / -0.1
Wyndham Worldwide 3.7% / 4.2% / 0.5
Agency Sites 30.7% / 27.6% / -3.2
CheapTickets.com 0.9% / 0.8% / -0.1
Expedia.com 9.8% / 9.1% / -0.7
Hotels.com 6.2% / 6.8% / 0.6
Hotwire.com 1.2% / 1.5% / 0.4
Orbitz.com 4.8% / 3.0% / -1.8
Travelocity Brand 7.9% / 6.4% / -1.5
L’affermazione dei siti web ufficiali dei fornitori dei servizi nei confronti dei rivenditori si può rilevare, in particolare, osservando la performance delle più importanti catene alberghiere
Parallelamente è stato registrato l’impatto della diminuzione della capacità di spesa sia dei viaggiatori business che leisure. Le mutate condizioni economiche hanno portato le catene alberghiere a concentrare le spese pubblicitarie verso i sotto-brand più a basso costo. Si veda, per esempio, la ripartizione degli investimenti pubblicitari di Intercontinental Hotels Group che ha ridotto il budget per i top brand come Crowne Plaza e Intercontinental rispettivamente del 41% e del 26%, in favore di Holiday Inn e H I Express che sono cresciuti rispettivamente del 1% e del 16%.
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